Groovy revival
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**chi la cantava??**
Esco dall'univ circa alle 16
A metà strada tra univ e metro
diluvio torrenziale.
Che faccio?
Tornare indietro, no!
Fermarmi, no!
L'unica è andare avanti
il più in fretta possibile.
Mi guardo il vestitino di daino ormai scurissimo dalla pioggia;
la borsa aperta e tutto il contenuto zuppo;
le gambette bagnate e sporche;
gli zoccoletti zuppi e scivolosi.
Penso che chi si ferma è perduto.
La pioggia mi strucca.
Ho le guance nere di mascara.
I capelli come se fossi uscita dalla doccia.
Ma il cuore felice
La pioggia mi purifica
Mi mette una strana allegria addosso
un'ebbrezza immotivata.
Camminare senza ombrello tra la gente
che ti guarda scettica
mi fa star bene.
Arrivo alla metro
La prendo
Percorro le solite 9 stazioni che mi separano da casa.
All'eur mi aspetta il nubifragio.
Spero di scroccare il passaggio da qualche donna
In fondo abito vicino alla metro,
sarebbe fattibile!
Ma le donne tirano via diritte
Evidentemente bagnata dalla testa ai piedi non faccio una buona impressione
La pioggia è scrosciante!
Non si vede la strada.
Grondo acqua da tutte le parti.
Mentre sul marciapiede, con passo incerto
-mi scivolano i piedi dagli zoccoli-
cerco di raggiungere casa,
mi si affianca una macchinona
un macchinone anni '80
un po' un catorcio.
Dentro un signore che ha superato da poco la mezza età
Ha un riporto brizzolato in testa
e una faccia poco raccomandabile.
"Biondina, dove te ne vai tutta sola?"
Non gli dò corda!
Tiro via dritto cercando di affrettare un passo
frenato dallo zoccolo di legno marcio.
Dopo qualche metro mi si ferma una smart rosso-nera
alla guida un ragazzo sulla trentina, credo.
Farfuglia qualcosa
Non presto neanche ascolto.
Lo guardo anche un po' scocciata
e tiro dritto un'altra volta!
Lui accelera e se ne va.
Dopo un po' riappare
aveva fatto il giro dell'isolato.
Apre il finestrino
e visibilmente stizzito mi dice:
"Volevo solo darti questo!"
Mi butta con disprezzo dal finestrino un bell'ombrello in legno
Mi cade quasi ai piedi
dentro una pozzanghera.
Non so che fare
Da una parte l'ombrello mi fa comodo
dall'altra mi dispiace d'averlo trattato come un delinquente.
Sono confusa.
Raccolgo l'ombrello dalla pozzanghera.
E in quel momento capisco
cosa provò "Julia Roberts" quando "Richard Gere"
gli buttò i soldi sul letto.
O quando in quei film durante la guerra
la gente affamata si buttava a raccogliere dei tozzi di pane raffermo caduti in terra.
Se il "principe azzurro a cavallo della smart" passasse di qui,
Grazie per l'ombrello!
Anche se poteva risparmiarsi il gesto di stizza.
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