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sabato 12 marzo 2011

Groovy Lemon Curd CheeseCake

Profumi e colori di primavera

Pomeriggio passato in cucina insieme alla Gróóvyna,
ormai abilissima ai fornelli,
e ai profumatissimi limoni di nonna.

Lemon curd cheese cake <!--



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venerdì 11 marzo 2011

Bee Movie

Gróóvyna: "Vuoi vedere un film con me?"
Groovy: "Sì, certo!"
Gróóvyna: "No, non dicevo a te dicevo a lei! (indicando una mosca)
Vuoi vedere un film con me?
Ha detto di sì!!!!
Però no seduta eh, volando!
Non ti avvicinare a me!
Mamma, la mosca è felice che sto per mettere un film!"
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giovedì 10 marzo 2011

Alice Paints Her Life!

- Mamma, mettiamo Barbara?
- Amore, cos'è Barbara, un film?
- Sì, il film di Barbara, quella che taglia le bottiglie!


[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Y8JmxUSVWEs?rel=0]
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domenica 6 marzo 2011

Quattro Anni Fa

La sera prima avevo paura di non riuscire ad addormentarmi
invece feci tutta una tirata
anzi, quasi mi indispettii quando l'infermiera di turno mi svegliò
per misurarmi temperatura e pressione
Ricordo che mamma arrivò prestissimo
e dopo poco anche
Nóónno, teso e sudaticcio
Ricordo che mamma ci lasciò soli.
Ricordo gli ultimi prelievi
Ricordo lo scempio sulle mie braccia
la vena rotta e la fiala vuota
Ricordo che un'altra infermiera provò con l'altro braccio
Ricordo la preparazione pre intervento
Ricordo l'ansia perchè non sapevo quando mi avrebbero operato
Ricordo che vennero a prendere prima un'altra ragazza.
Ricordo ansia, eccitazione, paura tutte mischiate.
Ricordo la temutissima flebo
Ricordo che arrivò il mio turno
In pantofole e camicia da notte
con la boccettina della flebo in mano
uscii dalla camera
In corridoio una moltitudine di persone lì per me
tutti schierati alle pareti
Mamma, Kiki, Papà, Gabriella, la mamma di Nóónno
e tanti altri che facevano mucchio
forse altre gestanti, forse altri infermieri
con cui, dopo 19 giorni di convivenza forzata,
si era instaurato un rapporto.
Ricordo mille occhi a guardarmi
e ricordo che non capivo nulla
che nella testa avevo solo un ronzio
Scortata da
Nóónno arrivai in sala operatoria
lì ci salutammo
Un infermiere mi fece accomodare su uno sgabellino
e mi trovò un trespolo dove attaccare la bottiglia della flebo che reggevo ancora io.
Passai tanto tempo così da sola
Fuori dalla finestra il Tevere, dei palazzi
ed un cielo celeste a pois bianchi
Poi arrivò l'anestesista e mi descrisse dettagliatamente ogni passaggio della anestesia spinale
Cosa avrei sentito, cosa non avrei sentito, come avrei dovuto collaborare.
Eseguii alla lettera tutto ciò che mi fu ordinato
L'anestesia iniziò a fare  effetto
Prima avvertii  solo un formicolio alle gambe
poi piano piano non le sentii proprio più
Mi punzecchiavano con un ago per capire quanto ancora percepissi
e quando non sentii più neanche un lieve solletico iniziarono
Tante persone ruotavano attorno a me
infermieri, chirurgo, anestesista, una specializzanda
che doveva imparare il mestiere proprio su di me
Furono  bei momenti
La radio accesa trasmetteva una canzone di Shakira
Una "molletta" attaccata al medio sinistro controllava il mio battito o cos'altro non so
Ogni tanto qualche infermiere mi buttava in vena un liquido freddo, attraverso il buco della flebo
Intanto qualcunaltro mi massaggiava la pancia
Sentivo che mi toccavano l'addome,
pensavo stessero stendendo la tintura di iodio o qualcosa di simile
I massaggi erano piacevoli
Lievi pressioni profonde
Gli infermieri, nel frattempo mi tenevano compagnia.
Chiacchieravo e venivo massaggiata
Venivo massaggiata e chiacchieravo
Furono indubbiamente momenti sereni e rilassanti.
Mi chiedevo quando avrebbero smesso di massaggiarmi
per iniziare a squarciarmi la pancia
e mentre ero lì a domandarmelo
la chirurgo ecslamò:"Eccola!"
"Già???"
Istintivamente guardai il grande orologio appeso alla parete
erano le 11:15
"Aspetti che gliela facciamo vedere un attimo!"
Girai la testa a destra
Davanti a me un minuscolo mostriciattolo nudo e tutto rosso
con tanti capelli neri
Mi sembrò un piccolo diavolo
Pensai al Milan
Mi uscì una lacrima,
ma una sola.
Portarono via la
Gróóvyna
e cominciarono a ricucirmi gli strati.
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sabato 5 marzo 2011

Siamo Fatti Così - Roccasecca Edition


- Ale è stato difficile far addormentare Alice?
- Beh, un po' lungo!
Ha voluto che le raccontassi la storia dei germi!
e poi mi ha chiesto  anche di  quei 'cosi bianchi' (i globuli bianchi).

- Alice, il moccio è appiccicoso e vi si attaccano i germi!
Quindi se ti soffi il naso, esce il moccio e con esso i germi!
- E poi però vanno via anche i cosi bianchi!
- No, quelli non si fanno fregare. Sono furbi, rimangono dentro!
- Babbo, ma i germi come fanno a entrare?
- Per non farli entrare bisogna sempre lavarsi le mani! e non mettersi in bocca le mani sporche!
- No, non dentro di noi. Come fanno ad entrare a casa nostra!



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venerdì 4 marzo 2011

Aho, Ma Chi Sei, la Fija de Claudio Amendola?


Al telefono con la mamma di Nóónno
è il momento dei saluti finali

-Allora Buonanotte!
-Buonanotte a chi??? Non c'amo manco 'l pigiama!



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giovedì 3 marzo 2011

Chi Rompe Paga!


-Alicinaaaaaaaa, dov'è Gargamella?
-Non lo so!
-Sei sicuraaaa :)))) ?
-Sì... forse no... forse è nell'armadio di babbo!
Mi porta davanti all'armadio,
lo apro parzialmente
non vedo alcun Gargamella.
La Gróóvyna apre di più l'armadio,
io non vedo ancora nulla;
Sposta una spugna di Nóónno e alcuni asciugamani
Spuntano testa e busto di Gargamella.

-Alice, ma qui c'è solo la testa?
Sposto più in là la spugna e compaiono staccate dal corpo le gambe.
Trafelatissima e spaventata:
-Non sono stata io! è stato lui! indicando il pavimento.
Io ce l'avevo in mano, poi è caduto e lui (sempre il pavimento)...
Poi si china e schiaffeggiando una mattonella ghiacciata:
"Non lo fare mai più, capito? toh toh toh!"

Intanto io mi godo la scena
e contemporaneamente monto il Gargamella,
che è una sorpresina Kinder
ed è quindi ovvio che si smonti.

Alice era spaventatissima,
pensava d'averlo rotto
e l'aveva nascosto sperando che io non me ne accorgessi.
è la degna nipotina di Kiki


 



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