Tutto accadde un Groovy VenerdìIn realtà venerdì non è accaduto nulla di eclatante,
mi piaceva lidea di citare uno dei miei Walt Disneys film preferiti di quando ero ulteriormente più giovane.
opo aver incontrato da
McDonalds una ragazzza che aveva acquistato dei
Puffi da me su ebay.
Dopo aver comprato delle buste imbottite per spedire, un po in tutta Europa, altri Puffi venduti.
Dopo aver fatto una fila
infruttuosa alla Posta
-a causa dello sciopero si accettavano solo raccomandate e non lettere spedite a mezzo posta prioritaria-
Sotto il
diluvio torrenziale
-sono quasi convinta di aver visto in lontananza l
arca di Noè
e questa volta cerano anche i due
leocorni-
ho raggiunto con mamma casa di
nonna.
Lei ci attendeva con già pronto un ricco
aperitivoa base di
Bitter Bianco e
mandorla pralinate.
-una nonna
Glamour come poche-

tra un sorso e uno sgranocchio
ho fatto ascoltare alla cara nonna
la fantastica
canzone dedicatami da
Pieceight!
Nonna ne è rimasta
entusiastae, da brava donna
classe 22,
ha commentato che il giovane doveva essere follemente
innamorato di me
per avermi scritto addirittura una canzone.
Ho smorzato i toni da
fotoromanzospiegandole che la canzone gli era stata
commissionata da me,
ma nonna è rimasta salda sulle sue idee.
Di lì a poco sono arrivate mia zia e mia cugina,
la mia adorata cugina
Lù,che doveva prepararsi per una festa di
18anni.
Sono scesa con lei per vedere il
vestitoe per scattarmi qualche
foto con Dobby,
il suo buffo
carlino.
Agghindata da festa di 18anni era
splendida.
Un vestito semplice, ma delizioso
corto, scollato, senza spalline,
dritto a vita bassa, con allaltezza dei fianchi tre balze.
Elegante e spiritoso al tempo stesso.
Scarpe col tacco nere e calze nere velate
facevano il resto.
Capelli lisciati dalle abili mani del nostro giovane parrucchiere.
E
trucco sugli occhi, da
me realizzato,
che le regalava qualche anno di più,
che la faceva sentire diversa.
Adorabile la sua
espressione,
a metà tra lo
stupito ed il
perplessomentre si rimirava nello specchio;
sapeva di essere lei, eppure vedeva riflessa limmagine di sua mamma.
Il trucco aveva evidenziato quei tratti che ha in comune con mia zia.
Truccarla è stata una gioia immensa,
oltre che una grossa
responsabilitàperchè avevo paura di
esagerare.
E per la prima volta -credo-,
mi sono sentita
adulta allinterno della mia famiglia;
mi sono sentita dallaltra parte della
barricata,
non più meritevole di sedersi al tavolo dei "
piccoli" a Natale!
E, assistendo alla preparazione di Lù,
ho capito cosa significhi gioire di
riflesso.
Pensavo potesse essere una gioia a metà
ho invece scoperto che è estremamente appagante.
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