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mercoledì 16 marzo 2011

 "C'è una bomba nella scuola"

Lunedì, primo pomeriggio, squilla il telefono:

"Chiamo dalla segreteria della scuola di sua figlia, probabilmente non è successo nulla di grave
**e a questo punto uno già sviene immaginando brutte cadute, arti rotti o peggio**,
ma hanno chiamato ché c'è una bomba nella scuola
e abbiamo fatto evacuare i bambini.
Può avvisare le mamme di andarli a prendere ché sono in strada?"

Ho chiamato io tutte le mamme (sono rappresentante di classe)
e mi sono scapicollata a scuola

Naturalmente era un falso allarme. Uno stupido scherzo di qualche idiota.
I bambini erano tutti per strada ignari e sereni.
Alice era contrariata solo perché per scappare da scuola non avevano avuto il tempo di fare merenda.
Ma non si è scoraggiata, si è apparecchiata in strada e ha bevuto con noncuranza il suo succo,
mentre la polizia isolava la zona e cercava l'ordigno.

 "C'è una bomba nella scuola" è la telefonata ultima spiaggia
ad opera del meschino di turno che vuole dribblare l'interrogazione di italiano o il compito di greco,
ma all'asilo?
Forse che qualche bambino non aveva voglia di disegnare?
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